Rassegna stampa

Recensioni e articoli sul disco 'Senza ritorno'

Recensione di Giuseppe Verticchio, Yidaki News - 8 ottobre 2006

"Basato sull'utilizzo di una vasta gamma di strumenti etnici, non solo a fiato, "adagiati" su tessiture elettroniche che assolvono principalmente alla funzione di "sostegno" e "riempimento" ricreando al contempo suggestive ambientazioni e atmosfere, il CD propone una musica di grande spessore che non sacrifica però nulla alla piacevolezza d'ascolto."

Scarica la recensione completa [PDF]

La tranquillità di Kubrick - Corrado Randon, Kyos

"Giuseppe Dal Bianco è un uomo razionale che provoca grandi emozioni. I suoni dei suoi strumenti sono tele per vedere e le linee delle sue tele sono strumenti per ascoltare un diretto contatto con una dimensione altra."

Scarica l'articolo completo [PDF]

Giuseppe Dal Bianco "Senza Ritorno" - Alessandra Menegotto

"E' inevitabile provare una struggente suggestione ascoltando "Senza ritorno", recente raccolta di brani musicali composti, arrangiati ed eseguiti da Giuseppe Dal Bianco, noto flautista vicentino attivo anche nell'ambito delle arti visive. Egli dedica la stessa attenzione al mondo delle sue forme dipinte, fluttuanti tra il visibile e l'invisibile, tra il vuoto e il pieno, e all'essenzialità misurata di quella musica che del silenzio sa fare presenza."

Scarica la recensione completa [PDF]

Intervista per il mensile "TAM TAM" - Filippo Bordignon

"Delicati acquerelli di spiritualità ideali per raccontare silenziosamente a se stessi qualcosa della propria essenza. La musica del polistrumentista vicentino Giuseppe Dal Bianco ben rappresenta la leggerezza del sogno senza rinunciare ad una profondità evocativa dalla quale poter trarre giovamento emozionale."

Scarica l'articolo completo [PDF]

Pittura e musica per vivere in pienezza l'arte - Giovanna Grossato (Giornale di Vicenza)

Giuseppe Dal Bianco artista vicentino ben affermato in campo figurativo si presenta al pubblico ora anche in veste di musicista e compositore con un nuovo CD di grande originalità e di struggente suggestione del titolo “senza ritorno”. Per la verità i suoi successi come pittore hanno fatto sì che spesso, senza buon motivo, passasse in secondo piano il fatto che questo artista poliedrico e versatile si occupa da anni e in modo fondamentale anche di musica che costituisce la sua professione primaria e che entra non marginalmente nell'esecuzione delle sue opere pittoriche.

Scarica l'articolo completo [PDF]

Altre recensioni

Recensione sul Giornale di Vicenza dello spettacolo teatrale “Questo è il mio corpo”

[...] Monologo crepitante e densissimo, lo spettacolo ha la forma di un reading suggestivo e incalzante, avvolto nelle atmosfere sottilmente metafisiche evocate dagli interventi musicali del maestro Giuseppe Dal Bianco, che con i suoi strumenti a fiato conduce l'allestimento lungo territori in cui spirito e materia sembrano fondersi negli interstizi di una visionarietà fluttuante e alchemica [...]

Scarica la recensione completa [PDF]

Silent trio, recensione per il Giornale di Vicenza - 11.08.2009

[...] Monologo crepitante e densissimo, lo spettacolo ha la forma di un reading suggestivo e incalzante, avvolto nelle atmosfere sottilmente metafisiche evocate dagli interventi musicali del maestro Giuseppe Dal Bianco, che con i suoi strumenti a fiato conduce l'allestimento lungo territori in cui spirito e materia sembrano fondersi negli interstizi di una visionarietà fluttuante e alchemica [...]

Scarica la recensione completa [PDF]

Interviste

Intervista per i’mpresa|culturale (intervista di Manuel Broccardo)

I primi segnali della mia “vocazione” per la musica e per il flauto traverso, si sono rivelati mentre frequentavo la scuola media, dove l’unica materia in cui eccellevo era appunto la musica, ed in modo particolare mi distinguevo durante le esercitazioni strumentali.
Poi sono arrivati gli anni ’70; ascoltavo molta musica rock e quando per la prima volta ho sentito il suono del flauto di Jan Anderson, leader dei Jethro Tull, non ho più avuto dubbi: avrei fatto il flautista! Posso tranquillamente affermare che è stato un colpo di fulmine, amore a prima vista per questo strumento e in generale per tutti gli strumenti a fiato.
A dire il vero, il modo di suonare di questo eccezionale musicista rock, ha influenzato un’intera generazione di flautisti di quegli anni [...]

Scarica l'intervista completa [PDF]

Intervista per CATs Magazine (intervista di Maurizia Veladiano)

C’è in lui una strana delicatezza, un rapporto con le parole fatto di pause, sospensioni, piccole vibrazioni ritmiche. Si chiama Giuseppe Dal Bianco e le sue origini affondano nella campagna scledense. Diplomato in flauto traverso al Conservatorio di Vicenza, insegnante, pittore, concertista e autore, Dal Bianco da molto tempo è impegnato in un’originale collezione di strumenti a fiato provenienti da ogni parte del mondo. «Tutto è cominciato - racconta – con un khene, una specie di organo a bocca dal suono magico, dolce, misurato, profondamente introspettivo, che mi regalò tanti anni fa un’amica al ritorno da un viaggio in Nepal. Come ho iniziato a suonarlo, mi si è spalancato davanti un universo affascinante e nuovo [...]

Scarica l'intervista completa [PDF]

Intervista per AmadeusOnline (intervista di Silvia Turrin)

Leggendo libri, interagendo con gli addetti ai lavori, partecipando a vari incontri si entra a stretto contatto con vari aspetti, metodologie, elementi che compongono il complesso e variegato mondo della musicoterapia. Una disciplina che si pone come obiettivo quello di “sostenere e incoraggiare una buona condizione fisica, mentale, sociale ed emotiva”, per utilizzare il linguaggio usato da Leslie Bunt, professore di musicoterapica presso la University of the West of England. Talvolta, capita che questo sostegno, soprattutto emotivo, si verifichi semplicemente ascoltando una determinata melodia, un certo ritmo, una specifica sequenza di suoni, senza la partecipazione attiva ad una seduta di musicoterapia. Il contesto, pur essendo lontano da quello propriamente clinico, produce comunque effetti positivi e benefici per l’ascoltatore [...]

Scarica l'intervista completa [PDF]

Il Didgeridoo e le tradizioni aborigene (intervista degli alunni del Liceo Classico di Schio)

Premetto che sono un flautista, e da molti anni appassionato di organologia, la scienza che studia la storia e le caratteristiche degli strumenti musicali sotto l'aspetto acustico, meccanico ed esecutivo.
Mi interesso in particolar modo degli strumenti a fiato provenienti da ogni parte del mondo, strumenti la cui sonorità e le tecniche di respirazione mi hanno sempre affascinato.
Negli anni quindi ho raccolto una notevole quantità di strumenti, tra questi anche il didgeridoo.
Ricordo la prima volta che ho visto e sentito questo strano strumento, fu attraverso le immagini del bellissimo film di Herzog “dove sognano le formiche verdi”. In alcune scene, si vede appunto un aborigeno che suona il didgeridoo e ne esce un suono ancestrale ed ipnotico [...]

Scarica l'intervista completa [PDF]