Il mio pensiero
Purezza, ordine, leggerezza, cura, lentezza, attesa. Silenzio estatico, silenzio meditativo, seduzione del silenzio. Percorso solitario e ossessivo, rigore francescano, rigore creativo. Compresenza di forme diverse, forme semplici, possibile armonia. Il piacere di levigare con procedere lento per arrivare all’assoluto delle forme. Ricerca costante dello spirito e della forma primordiale. Forme compiute che diventano luce, paesaggi dell’anima. Il bianco e la luce, unici protagonisti. Architetture minime, rarefatte. Immagini visivamente pure, composte, solenni, austere, generate attraverso un percorso fatto di continue riduzioni, fortemente legate alla musica di Arvo Pärt. Un messaggio visivo, i cui contenuti devono essere colti e amplificati dalla sensibilità e dallo spirito dell’osservatore.
...Fino a qualche anno fa, dipingevo le mie opere con materia preziosa, ricercata; miravo - e miro tuttora - alla perfezione, al superamento di se stessa in quanto materia per diventare evocazione.
Nei lavori più recenti invece, rinuncio agli strumenti e ai mezzi più propriamente pittorici, per realizzare forme che lievitano dal supporto ligneo e si manifestano attraverso il solo influsso della luce.
In queste forme assolute, essenziali, ricerco il silenzio, l'armonia, il fascino delle cose lineari che, tuttavia, sono di una semplicità solo apparente. Esse, infatti, chiedono di essere osservate con calma e con attenzione perché si possa cogliere e comprendere il cuore fondamentale che pulsa al loro interno. Ottengo la purezza della loro struttura attraverso un processo di riduzione della forma per metterne a nudo tutta la potenza espressiva e soltanto quella.
L’idea dunque, è quella di proporre un'opera che inviti alla riflessione e induca, attraverso la raffigurazione nitida e tersa di geometrie astratte, ad apprezzare un oggetto per ciò che esso è; un’opera che convinca chi la guarda a fermare un attimo il tempo, per una pausa serena di osservazione e di pensiero in contrapposizione, anche se solo per poco, alla frenesia, alla velocità, alla sopraffazione del progresso tecnologico.
Giuseppe Dal Bianco, 2005
Testo poetico di Marcel Schmid per la mostra bianco assoluto - Peuerbach (Austria) 2005
Absolutes Weiß
an der Grenze
von Licht und Klang.
Es gibt kein zurück.
Schattenwerfende Linien
zwischen Zeit und Raum.
Bianco assoluto
fra luce e suono.
Ai confini
fra spazio e tempo
linee d’ombra.
Bianco assoluto (Alessandra Menegotto)
Nello studio di Giuseppe Dal Bianco domina un grande tavolo da lavoro, da falegname. Lo ha realizzato per lui un amico, a regola d’arte - come da tradizione - con il legname degli abeti tagliati dietro casa. Tutto intorno regna un ordine perfetto immerso nella luce naturale. Non c’è nulla che possa distrarre la concentrazione e tutto quello che serve è a portata di mano, al suo posto. Non ci sono colori, a dominare su tutto è il bianco.
Il pensiero dello spazio (Giovanna Grossato)
Ciò che, nelle opere di Giuseppe Dal Bianco sembra essere una costante ineludibile, è la problematizzazione dello spazio. La sua prassi artistica compendia e sviluppa contemporaneamente sia l’immagine di uno spazio geometrico (luogo delle dimensioni), sia quella di uno spazio fisico (in relazione al tempo) ed asseconda una teoria gnoseologica (lo spazio come categoria), psicologica (lo spazio come oggetto di percezione e di esperienza sensibile), ontologica (lo spazio come determinazione di certi tipi di essere) ed anche metafisica (lo spazio come nozione basilare per la comprensione della struttura della realtà).
Dal Bianco, luci rarefatte - Articolo Giornale di Vicenza
Bianco assoluto. È questo il titolo della mostra dell’artista Giuseppe Dal Bianco, che sarà inaugurata quest’oggi a Peuerbach, città gemellata con Malo. Nella sala delle esposizioni del castello, nel cuore della cittadina au¬striaca, fino al 9 novembre sarà possibi¬le visitare una selezione di dipinti dell’artista vicentino, da anni impegnato in una ricerca articolata che coinvolge ol¬tre alla pittura anche la musica.
Presentazione della mostra personale a Udine (2003) Artestudio Clocchiatti
Giuseppe Dal Bianco è artista dalle convinzioni decise, dal credo artistico tenacemente coltivato attraverso percorsi interiori graduali, che trasformano il dato di partenza con procedere lento e sequenziale. Senza dispersione trasmette la nettezza di uno sguardo improntato all’ordine, ordine cui è ascrivibile l’intera sua ricerca.